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Sabato 20 febbraio inizio rilascio tesserini pesca turistica. Regolamento e avviso alla pagina natura e sport

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I PRODOTTI TIPICI

FORMAGGI D’ALPEGGIO

Da tempi immemorabili sul vasto territorio montano si producono i tradizionali formaggi d’alpeggio conosciuti e citati in numerosi studi, documentazioni e pubblicazioni. Per antica tradizione, verso la fine di settembre, i margari scendevano dagli alpeggi portando le grandi forme di Raschera e di Ormea o le piccole Sore e Tome per venderle sulle fiere e nei mercati locali.

LA SAGRA :

SAGRA DEL RASCHERA E DEI FORMAGGI D’ALPEGGIO - Ultimo fine settimana di settembre

IL PIATTO TRADIZIONALE

LASAGNE ALL’ORMEASCA

Si tratta di una sorta di maltagliati. L’impasto è costituito esclusivamente da farina bianca, talvolta arricchita con farina di grano saraceno, acqua e sale. Dopo essere stata tirata con il mattarello           la pasta viene tagliata a pezzi irregolari. Le lasagne sono ottime condite con i formaggi d’alpeggio, come il raschera e le suole, fusi col burro.

LA SAGRA:

SAGRA DELLA LASAGNA ALL’ORMEASCA - luglio

LA PATATA D’ORMEA

La coltivazione della patata si diffuse nelle nostre montagne solo nel XVIII sec. In seguito all’arrivo di questo tubero dal nuovo continente. Alimento fondamentale in passato è oggi tuttora coltivato e commercializzato. La Patata di Ormea risente positivamente della coltivazione ad alte quote e di un terreno ideale che dà luogo ad un prodotto unico per sapore e consistenza. E’ uno degli ingredienti fondamentali della Polenta Saracena e del Cin.

IL PIATTO TRADIZIONALE

IL CIN E I TULTEI   

La raccolta di erbe spontanee da usare in cucina era una pratica diffusa. Il “Cin”, ripieno il dialetto ormeasco, può contenere ogni tipo di erbetta spontanea commestibile, oltre naturalmente a quelle coltivate. Dopo averle raccolte e pulite, le erbette vengono sbollentate in acqua salata, quindi finemente tritate. Parallelamente si fanno bollire le patate per poi pestarle insieme al trito di erbette. Il tutto si amalgama e si condisce con un sugo a base di panna e porri. Il “Cin” oltre che come piatto unico viene spesso utilizzato come ripieno per ravioli poi conditi con burro fuso o con il tradizionale sugo di panna e porri. Inoltre con il “Cin” si possono preparare i “tultei”, grossi ravioloni che vengono cotti sulla stufa a legna oppure fritti in padella e serviti con una spolverata di zucchero.

LA SAGRA

FIERA DEL VERDE E FESTA DEL CIN - maggio

 IL GRANO SARACENO

La sua coltivazione fu introdotta dai Saraceni che, verso la fine del I° millennio, invasero e depredarono le terre del Ponente Ligure e dell’entroterra piemontese. La sua coltivazione si diffuse nelle nostre montagne a quote piuttosto alte, sopra i mille metri, a causa del suo ciclo di vita breve (dalla primavera all’autunno)        che ne consentiva la coltivazione              dove il frumento ed altri prodotti non riuscivano a giungere a maturazione. La farina di grano saraceno fu inizialmente cucinata per cucinare zuppe e paste, ma trovò il suo migliore utilizzo come ingrediente della polenta Saracena.

IL PIATTO TIPICO

LA POLENTA SARACENA

Bisogna far bollire le patate, coperte da acqua salata e dalle farine di grano saraceno e di frumento per circa un’ora. Quindi si pesta il tutto fino ad ottenere la giusta consistenza. Il sugo si prepara facendo rosolare     burro e porri e  poi aggiungendo i funghi secchi precedentemente ammorbiditi e tagliati a pezzi. Infine si aggiunge il latte e la panna e si fa cuocere a lungo a fuoco lento.

LA SAGRA

SAGRA DELLA POLENTA SARACENA: agosto

 

Mangioa a u tacciu
RICETTE DI ORMEA
raccontate dalle donne di Alpisella, Bossieta, Campocomune, Calcagnèa, Chionea e Viozene


Il libro raccoglie le ricette preparate quotidianamente nelle frazioni del Comune di Ormea, e nel suo capoluogo, testimoniate dalle donne del posto. La cucina della zona diventa nel libro memoria e pretesto per il racconto di un mondo che non c’è più, perché sceso a valle. A noi il piacere di condividere con altri i loro sapori nati sulla stufa, nell’aia, per mettere insieme ciò che ogni stagione portava con sé. 

 

 

 

 

 

 

 

I proventi ricavati dalla vendita andranno a sostenere la Casa del Museo Etnografico Alta Val Tanaro e altre attività di valorizzazione della cultura popolare locale. 


La pubblicazione è disponibile presso il Comune di Ormea e l’Ufficio Turistico al prezzo di € 10,00. Puoi fartelo recapitare a casa ordinandolo via mail, scrivendo a ormea@reteunitaria.piemonte.it (10 euro + tasse di spedizione)