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Castagne

Le castagne hanno costituito, assieme al latte e alle patate, sino agli anni ’40 la base dell’alimentazione dei contadini delle frazioni.

Venivano preparate e consumate in modi diversi a seconda delle occasioni, comunque non passava giorno in cui non si mangiassero.

Ecco un elenco delle varie preparazioni:

¨  pröi (mondine)
castagne fresche, sbucciate, lessate e consumate calde in una ciotola di latte freddo.

¨  frǜ (ballotte)
castagne fresche, lessate con la buccia e consumate specialmente nei campi per merenda (si potevano portare nella tasca della giacca senza bisogno di involucro…)

¨  rusti (caldarroste) 
occasione per riunirsi in allegria intorno al sacco delle castagne fumanti e a un bottiglione di vino nuovo o di “vinatta Sostituto economico del vino, si otteneva facendo fermentare sulle vinacce sidro ottenuto torchiando mele o pere di scarto.
”.

¨  viatte (vecchioni)

¨  accuratamente selezionate nel seccatoio (sa gràa) poco prima di raggiungere la disidratazione ottimale per la trasformazione in castagne bianche, venivano cotte a lungo in capaci paioli di rame coperte da uno strato di paglia.

¨  castagne bianche
le castagne per eccellenza, cotte per 4 ore a fuoco lento sulla stufa a legna avendo cura che l’  acqua fosse sempre appena sufficiente per evitare la carbonizzazione.
Venivano poi di norma consumate calde in una ciotola di latte freddo.
Una variante interessante era costituita dai “p’stummi” rottami della lavorazione delle castagne bianche, normalmente utilizzati per alimentazione animale, ma che in qualche occasione sostituivano le castagne stesse, in questo caso alcuni sostituivano la ciotola di latte con una di vino.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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